Tag Archives: Lesbians in Italy

Italy: lesbian couple harassed on the beach

On the seaside of Capo Miseno, in the municipality of Bacoli, Naples, two women were expelled from the beach because they were lesbians. The radio host Gianni Simioli denounced what happened .

Francesca and Martina were literally attacked by an elderly gentleman, annoyed by their presence, which he said would ‘upset’ his niece. “Get back to the mountains, stupid!”, the man shouted clearly upset. He was flanked by his daughter in the attack on the two girls.

“A gentleman suddenly approached us and asked us to leave because our presence raised questions for his niece who was beginning to ask questions. In reality we had not engaged in obscene behavior of any kind – there was only a very chaste kiss and the child, as far as we saw, had not even looked at us and was intent on playing. The gentleman insisted that he wanted us to leave and began to rant but we refused to leave. He seemed to have given up when he returned, this time accompanied by his daughter. He began to attack us and some of the boys who were defending us. The old man hit a guy with the pole of an umbrella while the woman slapped my arm after throwing several accusations at me, blaming me for things I had npt done. For example, she constantly referred to my nudity but I was wearing a bikini, just like her. We felt deeply humiliated, we didn’t do anything wrong. We just wanted to spend a day at the beach like any other person.“, said Francesca, who turned to the Regional Councilor of Europa Verde Francesco Emilio Borrelli to express her indignation for what happened.
(Translated)

In un lido di Capo Miseno, nel comune di Bacoli, Napoli, due ragazze sono state cacciate dalla spiaggia perché lesbiche. A denunciare quanto accaduto il conduttore radiofonico Gianni Simioli.

Francesca e Martina sono state letteralmente aggredite da un anziano signore, infastidito dalla loro presenza, che a suo dire avrebbe ‘turbato’ la nipote. “Vattene sulle montagne, stupida!”, urla l’uomo, affiancato dalla figlia nell’aggressione alle due ragazze, chiaramente sconvolte.

“Si è avvicinato all’improvviso un signore che ci ha chiesto di andare via perché la nostra presenza suscitava dubbi a sua nipote che cominciava farsi domande. In realtà noi non avevamo dato vita a comportamenti osceni di alcun tipo, c’era stato solo un bacio anche molto casto e la bambina per quello che abbiamo notato noi, neanche ci aveva guardato ed era intenta a giocare. Ma il signore insisteva, voleva che ci allontanassimo e ha cominciato a sbraitare ma noi ci siamo rifiutate di andarcene. Sembrava essersi arreso quando l’uomo è ritornato, stavolta accompagnato da sua figlia, ed ha cominciato ad attaccare noi e alcuni ragazzi che ci stavano difendendo. L’uomo anziano ha colpito un ragazzo con l’asta di un ombrellone mentre la donna ha preso a schiaffi il mio braccio dopo avermi lanciato diverse accuse, incolpandomi di cose mai fatte. Ad esempio faceva continuamente riferimento alla mia nudità ma io indossavo un bikini, proprio come lei. Ci siamo sentite profondamente umiliate, non abbiamo fatto nulla di male, volevamo soltanto trascorrere una giornata al mare come qualsiasi altra persona. “, ha raccontato Francesca, che si è rivolta al Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli per manifestare lo sdegno per quanto accaduto.
(Original)

Continue reading at: https://www.gay.it/napoli-ragazze-lesbiche-cacciate-dalla-spiaggia-disturbano-i-bambini-video (Source)

Italy: man guilty of 2019 murder of lesbian Elisa Pomarelli

Massimo Sebastiani was sentenced to 20 years for the murder of Elisa Pomarelli, the young friend he strangled in August 2019 and whose body was hidden by the murderer in the hills in the province of Piacenza. The prosecutor had asked for 24 years for Sebastiani, who was arrested after a few days on the run hidden in the hills, before being accused of murder and concealment of a corpse.

The wrath of Elisa’s family – “This is not justice, 20 years is so short. She deserved a life sentence”, said the victim’s family after dscovering the sentence. Elisa was strangled by a man she had considered a friend. Sebastiani, on the other hand, was convinced that Elisa was his girlfriend. After killing her, the 47-year-old worker sent messages to Elisa with the intention of throwing off the investigation.
(Translated)

Massimo Sebastiani è stato condannato a 20 anni per l’omicidio di Elisa Pomarelli, la giovane amica che nell’agosto del 2019 venne strangolata e il cui corpo fu nascosto dall’assassino sulle colline in provincia di Piacenza. La procura aveva chiesto 24 anni per Sebastiani, arrestato dopo alcuni giorni in fuga nascosto sulle colline, imputato per omicidio volontario e occultamento di cadavere e processato in abbreviato.

L’ira della famiglia di Elisa – “Questa non è giustizia, 20 anni sono pochi. Meritava l’ergastolo”, hanno detto i familiari della vittima dopo la lettura della sentenza. Elisa fu strangolata da quello che considerava un amico. Sebastiani, invece, era convinto che Elisa fosse la sua fidanzata. Dopo averla uccisa l’operaio 47enne inviò dei messaggi a Elisa con l’intenzione di depistare le indagini.
(Original)

Continue reading at: https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/emilia-romagna/omicidio-elisa-pomarelli-massimo-sebastiani-condannato-a-20-anni_35685117-202102k.shtml (Source)

Original article: Italy: Elisa Pomarelli killed twice: as a woman and as a lesbian

Italy: teen beaten and raped by father as punishment for being lesbian

Beaten and raped by her father at the age of 15 for being a lesbian. … (21 May 2021)

They decided to punish her for her homosexuality by beating her, locking her in her room and then having her father rape her. The victim was only 15 at the time of the offenses. Now the Prosecutor of Termini Imerese has asked for the sentence of the girl’s parents. The prosecutor asked for eight years for the father, including for the crime of sexual violence against a minor, and two years for the mother.
(Translated)

Picchiata e stuprata dal padre a 15 anni perché lesbica. …

Hanno deciso di punire la sua omosessualità picchiandola, rinchiudendola nella sua stanza e facendola poi stuprare dal padre. La vittime era solo 15enne all’epica dei fatti. Ora la Procura di Termini Imerese ha chiesto la condanna dei genitori della ragazza.
Il pubblico ministero chiede otto anni per il padre e solo due anni per la madre. nel caso dell’uomo, c’è il reato di violenza sessuale su una minore.
(Original)

Continue reading at: https://www.gayburg.com/2021/05/picchiata-e-stuprata-dal-padre-a-15.html (Source)

Italy: driver fined for threats to lesbians

The case ended with a fine of 700 euro – the bus driver had to pay a lot (or too little) for having nsulting a lesbian couple, in Ravenna in the autumn of 2019.

The two girls, after the serious and epeated insults, had reported the 50-year-old, who, when in front of the justice of the peace, chose to apologize and compensate the victims rather than go to trial.

The homophobic insults towards the lesbian couple
As Corriere Romagna reports, the homophobic offenses against the two girls occurred at two different times. The first set of insults came in September two years ago, but it was the offense, or rather the threat, of 9 October that triggered the complaint. This is when the driver told them “I would burn you”.
(Translated)

La vicenda si è conclusa con un risarcimento di 700 euro. Tanto (o troppo poco) ha dovuto pagare un autista di autobus, colpevole di aver insultato una coppia lesbica, nell’autunno del 2019, a Ravenna.

Le due ragazze, dopo i pesanti e ripetuti insulti, avevano denunciato il 50enne, che davanti al giudice di pace ha preferito scusarsi e risarcire le vittime anziché andare a processo.

Gli insulti omofobi verso la coppia lesbica
Come riporta Corriere Romagna, le offese omofobe verso le due ragazze sono avvenute in due momenti diversi. La prima dose di insulti era arrivata a settembre di due anni fa. Ma è stata l’offesa, o meglio la minaccia, del 9 ottobre a far partire la denuncia, quando l’autista ha detto loro “Vi brucerei”.

A quel punto, infatti, una delle ragazze ha deciso di inviare un reclamo alla compagnia, Start Romagna. Fatte le dovute verifiche, la compagnia ha risposto che questo autista non era un loro dipendente. Ma la coppia voleva giustizia, e ha denunciato il fatto ai Carabinieri, i quali hanno identificato l’uomo, notificandogli l’avviso di garanzia.
(Original)

Continue reading at: https://www.gay.it/vi-brucerei-autista-risarcisce-coppia-lesbica-ma-non-era-stata-riconosciuta-laggravante-omofoba (Source)

Original post: Italy: Driver on trial for threats against lesbian couple

Italy: Driver on trial for threats against lesbian couple

The 56-year-old driver of a private transport company will stand trial on 3 June in Ravenna for threats he allegedly made on 9 October 2019 to two lesbian girls holding hands. “I would burn you” were the words he allegedly said to the couple as they passed a stop. This threat followed insults he said to the couple at the same place the previous September.

… At the end of the month, the young women first received a phone call from a man who claimed to be the driver in question and then, from the same number, the message “Withdraw the complaint”. This message became part of the alleged series of threats for which he was in court.
(Translated)

A processo il 3 giugno davanti al giudice di pace di Ravenna l’autista 56enne di una compagnia privata di trasporti, imputato di minacce che avrebbe rivolto, il 9 ottobre 2019, a due ragazze lesbiche che si tenevano mano nella mano. «Vi brucerei», queste le parole pronunciate dall’uomo contro la coppia mentre transitava davanti a una fermata. Minaccia, che avrebbe fatto seguito a insulti lanciati dall’autista nel settembre precedente contro le due ragazze nel medesimo posto.

… A fine mese la giovane avrebbe ricevuto prima una telefonata da un uomo che diceva di essere l’autista in questione e poi, dallo stesso numero, il messaggio “Ritira la denuncia“. Messaggio entrato a far parte delle contestate minacce.
(Original)

Continue reading at: https://www.gaynews.it/2021/05/30/ravenna-autista-processo-minacce-coppia-lesbica-vi-brucerei/ (Source)

Italy: violent attack on a lesbian in Catanzaro

May 2021: The attacks on people who openly declare their sexual orientation are endless, with reports continuing to show a constantly declining situation with no room for improvement without proper legal protections being introduced. …

Silvana was brutally attacked because she is a lesbian – her attackers yelled “Filthy lesbian whore! They should kill you! I’m talking to you, you shitty lesbian!”

While on the phone to her girlfriend, she heard these insults being shouted by her neighbour. She went out with the intent of settling the matter, but the unthinkable happened.

Aggression in broad daylight, Arcigay appeals to the government
As soon as Silvana went down the street she was attacked by the man, with the complicity of his wife and two other adults, who immobilized her and stole her phone. The man headbutted her, which broke her nose and made her lose consciousness.
(Translated)

Non si arrestano le aggressioni contro persone che dichiarano apertamente il loro orientamento sessuale. Le denunce continuano a far trapelare una situazione in costante declino che sembra non avere margine di miglioramento senza una tutela valida da parte della legge. …

Silvana è stata brutalmente coinvolta in una rissa perché lesbica. Le hanno urlato: “Lesbica schifosa puttana! Ti dovrebbero ammazzare! Sto parlando proprio con te, lesbica schifosa!”.

La donna mentre era al telefono con la fidanzata viene raggiunta da questi epiteti dichiarati a gran voce dal vicino di condominio. Lei scende in strada innervosita e intenta a sistemare la faccenda, ma succede l’impensabile.

Aggressione in pieno giorno, Arcigay lancia l’appello al Governo
Appena Silvana scende in strada è attaccata dall’uomo con la complicità della moglie e di altri due adulti, che la immobilizzano e le sottraggono il telefono. L’uomo le dà una testata che le rompe il setto nasale e le fa perdere coscienza.
(Original)

Continue reading at: https://www.ultimaparola.com/2021/05/27/violenta-aggressione-omofoba-catanzarese-ti-dovrebbero-ammazzare/ (Source)

Italy: Italian Moroccan lesbian threatened and made homeless by family

Born to a Moroccan father and an Italian mother, Malika did not imagine that she would find herself on the streets after coming out. She wrote to her parents, revealing that she fell in love with a girl, and coming out. This revelation made her parents angry and they forced her out of the family home without even her clothes.

The young woman reported the words of her mother. “If I see you, I’ll kill you. You are the bane of our family. I wish you a tumor, you are the shame of the family. I would rather have a ddaughter on drugs than a lesbian”, she told her daughter in anger. Once homeless, the police accompanied her to her parents’ house so that she retrieve her clothes but this did not go as planned, with her mother saying that she did not know her, on seeing her through the window.

(Translated)

Née de père marocain et de mère italienne, Malika était à mille lieues d’imaginer qu’elle allait se retrouver à la rue après son coming-out. Dans une correspondance adressée à ses parents, elle a révélé qu’elle est tombée amoureuse d’une fille, dévoilant ainsi son orientation sexuelle. Cette révélation a suscité l’indignation de ses parents. Ceux-ci n’hésiteront pas à la chasser du domicile familial sans ses vêtements.

La jeune femme rapporte les propos de sa mère. « Si je te vois, je te tue. Tu es le fléau de notre famille. Je te souhaite une tumeur, tu es la honte de la famille. Je préfèrerais une fille droguée que lesbienne », lui a-t-elle lancé, toute furieuse. Désormais à la rue, la police l’a accompagnée à la maison de ses parents pour qu’elle puisse prendre des vêtements à porter. Les choses ne se passeront pas comme prévu. Dès que sa mère l’a aperçue à travers la fenêtre, elle s’écria : « Je ne connais pas cette personne ».

(Original)

Continue reading at: https://www.bladi.net/marocaine-lesbienne-parents,81965.html (Source)

Italy: historic sentence for soccer coach’s anti-lesbian and sexist behaviour

A historic sentence has been handed down by the Court of Appeal against the former coach of Novese who has been found guilty of stalking and making homophobic statements to his players, with a disqualificiation of 3 years. Maurizio Fossati, coach of the women’s team in the 2019/2020 season, had been referred by the Federal Prosecutor of the FIGC after reports made by some players.

Fossati, who just a year earlier had received the sports educator of the year award, had been accused of insulting the players for their physical appearance, sexual orientation and flirting with some of their locker room mates. In the motivations of sporting justice, as reported by Agi , we read that the words used by Fossati were not “merely offensive”, as established in the first instance, but “homophobic and / or sexist” in relation to the sexual orientation of his players. The original nine-month sentence had been viewed with displeasure by the federal prosecutor, who asked for an increased sentence on appeal. It has now been granted.
(Translated)

Una sentenza storica, quella presa dalla Corte d’Appello nei confronti dell’ex allenatore della Novese, riconosciuto colpevole di stalking e frasi omofobe ai danni delle sue calciatrici, con stop di 3 anni. Maurizio Fossati, allenatore delle ragazze nella stagione 2019/2020, era stato deferito dalla Procura federale della Figc dopo la denuncia di alcune calciatrici.

Fossati, che solo un anno prima aveva ricevuto il premio di educatore sportivo dell’anno, era stato accusato di aver insultato le giocatrici per il loro aspetto fisico, per l’orientamento sessuale e per i flirt avuti con alcune compagne di spogliatoio. Nelle motivazioni della giustizia sportiva, come riportato da Agi, si legge che le parole utilizzate da Fossati non erano “meramente offensive”, come stabilito in primo grado, ma “omofobe e/o sessiste” in relazione proprio all’orientamento sessuale delle sue calciatrici. La condanna a nove mesi in primo grado era stata vista con fastidio dalla stessa procura federale, che aveva chiesto in appello un inasprimento della pena. Ora arrivato.
(Original)

Continue reading at: https://www.gay.it/calcio-femminile-sentenza-omofobia (Source)

Italy: lesbian hairdresser refuses to be silent on her harassment

 

October 2020:

“I did everything to make my salon a friendly, open, respectful place. A place where everyone and everyone could freely feel themselves, without prejudice or criticism. Today, however, it is I who cannot feel peace: they left me this sign at the entrance of the shop, as if being a “lesbian” were a reason for insult . Well, it’s not, not in my house,” she added.

“I DON’T WANT TO BE SILENCED ANYMORE”

“But this is not the first time this has happened and in the last few months I have had to suffer other “jokes” and “attacks” and so now I’m tired, I don’t want to be silent anymore. The cameras have filmed everything, I will act accordingly, but this is not the point: if with great commitment, efforts, and sacrifices I have worked to create a safe place in which to do the work I love and make all my customers feel safe regardless of their sexual orientation or gender identity, why would anyone think they have the right to destroy this safety out of sheer malice? The Capriccio will remain the open and true place it is, I don’t care about anyone’s threats: but it is time for the wrongdoing to result in the relevant legal consequences”.
(Translated)

“Ho fatto di tutto perché il mio salone fosse un luogo amichevole, aperto, rispettoso. Un posto in cui tutti e tutte potessero sentirsi liberamente se stesse, senza mai pregiudizi o critiche. Oggi però sono io che non posso sentirmi tranquilla: mi hanno lasciato questo foglio sull’ingresso del negozio, come se essere una “lesbica” fosse motivo di insulto. Beh, non lo è, non a casa mia” ha aggiunto.

“NON VOGLIO PIU’ TACERE”

“Ma non è la prima volta che succede e negli ultimi mesi ho avuto modo di subire altri “scherzi” e “attacchi” e quindi ora sono stanca, non voglio più tacere. Le telecamere hanno ripreso tutto, io agirò di conseguenza, ma non è questo il punto: se con grande impegno, sforzi, sacrifici io ho lavorato per creare un luogo sicuro in cui fare il lavoro che amo e far sentire tutte le mie clienti a prescindere dal loro orientamento sessuale o dalla identità di genere a casa, perché qualcuno può pensare di avere il diritto di distruggere tutto questo per mera cattiveria? Il Capriccio resterà il luogo aperto e vero che è, non mi importa delle minacce di nessuno: però è tempo che la cattiveria subisca le giuste conseguenze di legge”.
Original)

Continue reading at: https://www.cronacaqui.it/lesbica-m-biglietto-omofobo-parrucchiera-torinese/ (Source)

Italy: lesbian couple attacked by neighbours

September 2020:

A 20-second video captures the assault – one woman is on the ground and her attacker kicks her in the head. She and her girlfriend are 22 and 29 years old. They have been living together for three years in one of the Atc apartments in via Adamello in Novara, a difficult neighborhood. They were attacked by two neighbours because they are lesbians. Their lawyer Maurizio Antoniazzi presented their complaint to the prosecutor’s office yesterday. “We ask that a charge of attempted murder is considered”, explains the lawyer, as the kick to the head could have killed the victim. The woman, the younger of the two, was hospitalized and then discharged with a thirty-day recovery prognosis for a broken nose and a fractured orbit.
(Translated)

Un video di 20 secondi riprende l’aggressione. La ragazza è a terra e il suo aggressore la colpisce con un calcio in testa. Lei le la sua fidanzata hanno 22 e 29 anni, convivono insieme da tre anni in uno degli appartamenti Atc di via Adamello a Novara, un quartiere complicato. Sono state aggredite perché sono lesbische da due vicini di casa. La loro denuncia è arrivata in procura ieri, presentata dal loro legale, l’avvocato Maurizio Antoniazzi. “Chiediamo di valutare l’ipotesi di tentato omicidio”, spiega il legale. Il calcio ricevuto in testa poteva uccidere. E la donna, la più giovane, comunque, è stata ricoverata in ospedale e poi dimessa con trenta giorni di prognosi, il naso rotto e una frattura di un’orbita.
(Original)

 

Continue reading at: https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/09/18/news/novara_lesbiche_aggredite-267701654/ (Source)

Italy: Lesbian shares video calling for hate crime legislation following continued lesbophobic harassment

While talks of necessary Italian hate crime legislation continues, the long-awaited bill is not coming fast enough for many. Another homophobic attack occurred, this time in Genoa where Italian lesbian nurse, Camilla, shared a video of a hate crime: her car ruined by her homophobic neighbours.

Camilla, a 23 year-old nurse, recorded the video on TikTok while in tears after her neighbours vandalised her car. She asked the LGBTQ+ community for help in having her rights recognised since the government is still not forthcoming with hate crime legislation. She also shared how the police told her they can’t do much to help and she is now forced to park her car far from her house fearing of more vandalism.

In the first video posted to her TikTok, Camilla says:

“When you are a lesbian in Italy, this is how your homophobic neighbours behave: they break your car side mirror and they pierce and slash all four tires. Of course I reported this, but of course nothing will happen. To members of the LGBT community: can we do something to get some f***ing rights? Every day, I am called ‘whore’ and ‘pervert’. Now they went as far as vandalising the car I use every day to go to work.

“You tell me now, what can I do? I get up every morning, like everyone else, I go to work, I’m paying my f***ing mortgage. I’m 23 years-old, I’ve been paying it [the mortgage] for the past three years. I am not sure how many people my age do this. Can I get some help, please, since our Government is not helping me?”

In a second video, Camilla also said she received death threats. She continued, “What I want is only to live in peace, serene, and that all people can live hand in hand.”

Continue reading: https://gcn.ie/italian-lesbian-hate-crime-legislation/ (source)

Italy: school fined for sacking lesbian teacher

The Court of Appeal confirmed the sentence against the Sacred Heart of Trento for the dismissal of a lesbian teacher due to the “confirmed discriminationy on the basis of sexual orientation, individual and collective, and the conduct implemented by the Institute regarding the recruitment of teachers”.

The sum is almost double what the private school had been required to pay to the women in the first instance: a total of €43,000, including both financial and moral harm. The Institute has now been called upon to pay the CGIL and the association Certi Rights, which had stood up in its defense, a sum of €10,000.

In the first instance, the compensation had been assessed at €25,000 while the association and the union would have been entitled to €1,500 each.
(Translated)

La Corte di Appello conferma la sentenza contro il Sacro Cuore di Trento a causa della “accertata natura discriminatoria per orientamento sessuale, individuale e collettiva e la condotta attuata dall’Istituto in ordine alla selezione per l’assunzione degli insegnanti” per il licenziamento di una docente lesbica.

Una somma quasi raddoppiata rispetto a quella che la scuola privata era stata destinata a pagare in primo grado alla donna: in tutto 43mila euro tra danno patrimoniale e morale. L’Istituto è stato chiamato ora a risarcire con una somma di 10mila euro anche la Cgil e l’associazione radicale Certi Diritti, che si erano schierate in sua difesa.

In primo grado il risarcimento era stato quantificato in 25mila euro mentre all’associazione e al sindacato sarebbero spettati 1.500 euro a testa.
(Original)

Continue reading at: https://www.lavocedeltrentino.it/2020/09/02/licenziata-perche-lesbica-listituto-sacro-cuore-paga-piu-di-40mila-euro-alla-prof-discriminata/ (Source)

Italy: brawl after ongoing anti lesbian harassment

L2L Italy

Another episode of homophobia, this time in Caltagirone, Sicily, where a lesbian was involved in a fight caused by a series of insults about her sexuality. Police and carabinieri intervened at the scene and spoke with the victim. At the point of reporting she had not  formally filed a complaint. According to witnesses, it seems that the brawl – without injuries – occurred between two groups of young people who were on the street in the new area of ​​the city two nights ago. The victim was shouted at that she was male, which she has previously experienced in public and which triggered her reaction.

Arcigay: “Proud of the woman’s reaction”
Armando Caravini, president of the Catania branch of Arcigay, immediately intervened in support of the young woman. In a statement he said “I am proud of the young woman because she not only decided to put her face to this, publicly denouncing the incident and becoming an example for many who are afraid today, but for having addressed a difficult situation.”
(Translated)

Ancora un episodio di omofobia: stavolta sarebbe avvenuto a Caltagirone, in Sicilia, dove una ragazza lesbica è rimasta coinvolta in una rissa originata da una serie di insulti sulle sue scelte sessuali. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri. La giovane è stata sentita dai militari dell’Arma, ma al momento non avrebbe ancora presentato nessuna denuncia. Secondo quanto hanno dichiarato alcuni presenti, sembra che la rissa – senza feriti – sia nata fra due gruppi di ragazzi che due sere fa si trovavano per strada nella zona nuova della città. La ragazza sarebbe stata chiamata a voce alta “al maschile”, un atteggiamento che più volte era stata costretta a subire per strada e che avrebbe innescato la sua reazione”

Arcigay: “Fieri della reazione della donna”
A supporto della giovane donna è subito intervenuta l’Arcigay catanese con il suo presidente Armando Caravini. “Sono fiero della ragazza – ha dichiarato in una nota – perché non solo ha deciso di metterci la faccia, denunciando pubblicamente l’accaduto e diventando esempio per tanti/e che oggi hanno paura, ma per aver affrontato una situazione difficile.”
(Original)

Continue reading at:  https://www.fanpage.it/attualita/omofobia-la-insultano-lei-si-ribella-rissa-in-strada-a-caltagirone/ (Source)

Further information also available at: https://livesicilia.it/2020/07/08/sono-lesbica-e-orgogliosa-e-scoppia-una-violenta-rissa/

Italy: young lesbian couple harassed

L2L Italy

A new case of homophobia recorded in the Abruzzo region: two girls were harassed in Martinsicuro.

Chiara, a 24-year-old, reports on her Facebook wall that she was the target of homophobic harassment on Monday night in Martinsicuro. “Last night after I left work, more or less around 12.30, I went for a walk with my girlfriend at the waterfront. (…) In the meantime, a group of boys targeted us. Initially they started to whistle at us, then to shout words that I could not understand accompanied by laughter. Finally they got into the car and approached beside us shouting various things including, including: “lesbians”, “sex” and “do you have condoms?”. Finally they fled laughing.”

She adds, “the thing that saddened me is that they didn’t have the courage to come and tell us to our face. They waited to be safe in their car, ready to sneak away after being heroes at the end of the evening. Too easy. ” When asked if they intend to file a complaint, Chiara says “The idea is there, but there isn’t enough evidence to do it, so we’re thinking about it “.
(Translated)

Un nuovo caso di omofobia registrato nella regione Abruzzo: due ragazze sono state insultate a Martinsicuro.

Chiara, ragazza di 24 anni, denuncia sul suo profilo Facebook di essere stata bersaglio di insulti omofobi nella notte tra lunedì e martedì a Martinsicuro. “Ieri sera dopo essere uscita da lavoro, più o meno verso mezzanotte e mezza, sono andata a fare una passeggiata con la mia ragazza al lungomare. (…) Nel mentre un gruppo di ragazzi ci ha prese di mira. Inizialmente hanno iniziato a fischiarci contro, poi a urlare parole che non sono riuscita a comprendere accompagnate da risa. Infine sono saliti in macchina e si sono accostati di fianco a noi urlandoci parole e frasi varie, tra cui: “lesbiche” “sesso” e “li avete i preservativi?”. Infine sono fuggiti assieme alle loro risa.”

Aggiunge “La cosa che mi ha rattristata è che non hanno avuto il coraggio di venircele a dire in faccia. Hanno aspettato di essere al sicuro nella loro auto, pronti per svignarsela dopo aver fatto l’atto eroico di fine serata. Troppo comodo.” Alla domanda se hanno intenzione di sporgere denuncia Chiara afferma “L’idea c’è ma le prove non sono sufficienti per avviare qualcosa. Per cui ci stiamo valutando”.
(Original)

Continue reading at: https://www.arcigay.it/articoli/comunicato-stampa-nuovo-caso-di-omofobia-in-abruzzo-coppia-di-ragazze-discriminate-a-martinsicuro/#.XvMohWgzbIU (Source)

Italy: lesbophobic grafitti in the Molfetta station

Molfetta Lesbophobia

Someone does not like to meet lesbians at the Molfetta station, in the province of Bari. This is shown by what is written on the wall of the building at track 1, next to the ticket stamping machine: “No lesbo” repeated twice.

This was reported by the Mixed LGBTI association which, documenting the lesbophobic vandalism, yesterday wrote in a post on Facebook: “This is Molfetta station, and we are tired of being told where we are accepted and where we are not”.
(Translated)

Qualcuno non gradisce incrociare delle donne lesbiche alla stazione di Molfetta, in provincia di Bari. È quello che si evince dalle scritte impresse sul muro dell’edificio in corrispondenza del binario 1, accanto all’obliteratrice: «No lesbo», ripetuto due volte.

A denunciare il fatto è stata l’associazione Mixed LGBTI che, documentando l’atto vandalico lesbofobico, ieri ha scritto in un post su Facebook: «Questa è la stazione di Molfetta, e noi siamo stanch* di sentirci dire dove siamo ben accett* e dove no».
(Original)

Continue reading at: https://www.neg.zone/2020/06/19/lesbofobia-scritte-sui-muri-della-stazione-di-molfetta-la-denuncia-di-mixed-lgbti/ (Source)

Italy: lesbians harassed in public park

L2L Italy

“My girlfriend and I sat down at a table to eat a pizza. Suddenly she seemed very tired, so I hugged her. It was a spontaneous, thoughtful gesture. At some point a man approached and started screaming in our direction,” says Mirella.

“You two have to go away! A man and a woman together are fine. A woman with another woman is not. ”

Mirella, incredulous, asked him: “Can’t we hug each other?” and the man replied: “No, this is a public park! There are also children! You suck! ” After that, the park keeper moved away, but continued to control them by remaining seated on a bench nearby.

Before leaving , she approached him to ask for an explanation: “Other people are embracing, why haven’t they been told off?” Raising his voice, the man replied: “Because what they do is normal, what you do is not. And you’ve done it before ”

“I asked him to stay calm because he was screaming. It is not the first time it has happened. Last year, always in that park, my ex gave me a kiss and he told us to leave. But then there are kids aged 15-16, one on top of the other, and he never says anything to them. It is just an injustice. I didn’t want to be silent. I don’t accept it. I was afraid. I don’t want to experience something like this again.”
(Translated)

“Io e la mia ragazza ci siamo sedute ad un tavolino per mangiare una pizza. Ad un tratto mi è sembrata molto stanca, così l’ho abbracciata. E’ stato un gesto spontaneo, premuroso. Ad un certo punto un uomo si è avvicinato e ha iniziato a urlare in nostra direzione”, ci racconta Mirella.

“Voi due dovete andare via! Un uomo ed una donna insieme vanno bene. Una donna con un’altra donna no”.

Così Mirella, incredula, gli ha chiesto: “Non ci possiamo abbracciare?” e questa persona ha risposto: “No, questo è un Parco pubblico! Ci sono anche bambini! Fate schifo!” Dopodiché il Guardiano si è allontanato, ma ha continuato a controllarle rimanendo seduto su una panchina poco distante.

Così lei, prima di andarsene, gli è andata incontro chiedendo spiegazioni: “Si stanno abbracciando altre persone, perché a loro non è stato detto niente?”
L’uomo alzando la voce le ha risposto: “Perché ciò che fanno loro è normale, quello che fate voi no. E tu l’hai già fatto altre volte”

“L’ho invitato a stare calmo perché stava urlando. Non è la prima volta in cui accade. L’anno scorso, sempre in quel parco, la mia ex mi diede un bacio e lui ci invitò ad andar via. Poi però ci sono ragazzini sui 15-16 anni, uno sopra all’altro, e a loro non ha mai detto nulla. È proprio un’ingiustizia. Non ho voluto stare in silenzio. Non lo accetto. Ho avuto paura. Non voglio vivere ancora una cosa del genere”.
(Original)

Continue reading at: https://www.arcigay.it/articoli/comunicato-stampa-nuovo-atto-omofobo-a-pescara/#.XvMoqWgzbIU (Source)

Italy: no redress for thousands of messages of hate to lesbian couple

L2L Italy

Martina and Erika have been engaged for some time and for some time have received very intense insults on social media, where, like many other couples, they often publish their photos together. The insults are continuous, always with a homophobic background and very often extremely intense. From the classic “Perverse” to “Wash with fire”, up to the very current “Coronavirus is your fault”.

Martina and Erika have decided not to suffer this avalanche of injuries in silence and have reported the situation to the police, except that in Italy there is no law against homophobic abuse and no complaint could be made. The only thing they have been able to do has been to proceed against direct threats.

Martina tells:

Injury is not a crime.
Offending, insulting, wishing death … None of this is criminally punishable.
Today we went to the carabinieri. We had already done an initial skimming and, among the THOUSANDS of things they wrote to us, we had chosen to report about sixty people, who had said the most serious things to us.
But alas, of these, we have only managed to report two.
Because?
Because there must be a substantial THREAT, or defamation.
So saying “I hope you die” or “go die” is not a criminal offence.
Saying “I’ll kill you” yes, it’s a threat.
The rest is “simply a wish”.
Textual words.
As for the offences “whores, sluts, sick, depraved, you need a psychiatrist, you have made the coronavirus come, you are the garbage, shitty bitches, make you vomit, I’ll give you my dick” and whatever else they said … Not reportable.
However, legal action may be taken for the injury. But this necessarily requires a lawyer.
And not everyone knows one ready to help them or can afford it.

(Translated)

Martina ed Erika sono fidanzate da tempo e da tempo ricevono insulti molto pesanti sui social, dove, come tante altre coppie, pubblicano spesso le loro foto insieme. Gli insulti sono continui, sempre a sfondo omofobico e molto spesso estremamente pesanti. Dal classico “Perverse” a “Lavatevi col fuoco”, fino all’attualissimo “Il Coronavirus è colpa vostra”.

Martina ed Erika hanno deciso di non subire inermi questa valanga di ingiurie e si sono presentate dai carabinieri per denunciare quanto accaduto. Solo che in Italia una legge contro l’omotransfobia non esiste e quindi quella denuncia non hanno potuto farla. L’unica cosa che hanno potuto fare è stata procedere contro le minacce dirette.

Racconta Martina:

L’ingiuria non è reato.
Offendere, insultare, augurare la morte… Nulla di tutto questo è perseguibile penalmente.
Oggi siamo andate dai carabinieri. Avevamo già fatto una scrematura iniziale e, tra le MIGLIAIA di cose che ci hanno scritto, avevamo scelto di denunciare una sessantina di persone. Chi ci aveva detto le cose più gravi.
Ma, ahimè, di queste, ne siamo riuscite a denunciare solo due.
Perché?
Perché deve esserci una MINACCIA sostanziale, o diffamazione.
Quindi, dire “mi auguro che tu muoia” o “vai a morire” non è perseguibile penalmente.
Dire “ti ammazzo” sì, è minaccia.
Il resto è “semplicemente un augurio”.
Testuali parole.
Per quanto riguarda le offese “puttane, troie, malate, depravate, vi serve uno psichiatra, avete fatto venire il coronavirus, siete l’immondizia, stronze di merda, fate vomitare, vi presto il mio cazzo” e chi più ne ha più ne metta… Non denunciabile.
Per l’ingiuria si può, tuttavia, agire in sede legale. Ma questo richiede, per forza, un avvocato.
E non tutti ne conoscono uno pronto ad aiutarli o se lo possono permettere.

(Original)

Continue reading at: https://www.quotidianopiemontese.it/2020/05/07/insulti-ad-una-coppia-lesbica-di-novara-non-possiamo-denunciare-perche-in-italia-non-e-reato/ (Source)

Italy: two men attack Somali lesbian who rejects them

L2L Italy

“Show me how you dance, lesbian” – how he approached the young woman. When she rejected him, he groped her rear and his friend punched her. It happened on Wednesday night (10 June 2020), around 1 am, at the municipal garden in via Petrarca, in Campi Bisenzio. The victim of the attack was a 20-year-old lesbian of Somali origin who lost two teeth. She was transported to the Careggi emergency room where she was medicated and discharged with a 15-day recovery prognosis.
(Translated)

“Fammi vedere come balli, lesbica”. Così ha tentato di approcciare la ragazza. Ma quando lei lo ha respinto, lui le ha palpeggiato il fondoschiena e l’amico l’ha colpita con un pugno. E’ successo mercoledì notte, intorno alle 1, al giardino comunale di via Petrarca, a Campi Bisenzio. Vittima dell’aggressione, una ragazza, 20 anni, di origine somale, che ha perso due denti. È stata trasportata al pronto soccorso di Careggi dove è stata medicata e dimessa con una prognosi di 15 giorni.
(Original)

Continue reading at: https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/20_giugno_11/respinge-due-ragazzi-loro-picchiano-f0b68656-ac15-11ea-8f34-3b5d4710ddec.shtml (Source)

Italy: lesbian beaten by two boys

Giulia Ventura Potenza

Giulia Ventura is a thirty year old lesbian, which was enough for two boys to kick and punch her. Her swollen face and broken nasal septum – Giulia shared the signs of the violence and the hospital report on Facebook.

“It was Wednesday night – she says – I was walking in this wonderful city of Potenza, with my blue headphones in my ears. I heard someone talk at me and, not understanding what was happening, I removed my headphones. I see two boys who crossed the road and stood in front of me, blocking me. I asked them what the problem was and after two shoves that knocked me down, still conscious I hear a phrase: “People like you have to die. Do you want to be a boy? I will show you how men do it.”

That’s when the nightmare began. “I don’t have time to reply”, Giulia continues “the first punch breaks my lip, the second was at my nose, the third my eye. I got up and tried to defend myself with a headbutt that I think broke my admirer’s nose, but then I fell. I felt two kicks, one in my ribs and one on my shoulder. Then I passed out.”
(Translated)

Giulia Ventura ha trent’anni ed è lesbica. Tanto è bastato due ragazzini per prenderla a calci e pugni. Il volto tumefatto, il setto nasale rotto. Giulia mostra i segni della violenza subita e il referto dell’ospedale su Facebook.

“Era mercoledì sera – racconta – cammino a piedi, in questa meravigliosa città di Potenza, con le mie cuffiette blu nelle orecchie, sento qualcuno blaterare verso di me, non capendo cosa stesse accadendo, mi tolgo le cuffiette e vedo due ragazzini che, attraversando la strada e si mettono di fronte a me, intralciandomi il passaggio. Chiedo loro che problemi avessero e dopo due spintoni che mi hanno atterrata, ancora cosciente sento una frase: “Le persone come te devono morire, vuoi fare il maschio? E mo ti faccio vede come abbuscano i maschi”.
È allora che comincia l’incubo. “Non ho il tempo di rispondere – continua Giulia – che il primo pugno mi rompe il labbro, il secondo il naso, il terzo l’occhio. Mi alzo e cerco di difendermi con una testata che credo abbia rotto il naso al mio ammiratore, ma poi cado. Sento due calci, uno sulla costola e uno sulla spalla. Svengo”.
(Original)

Continue reading at: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2020/01/17/news/potenza_presa_a_calci_e_pugni_perche_lesbica-246050514/ (Source)

Italy: Nigerian lesbian attacked and threatened

Jen Novara Lesbophobia
Two days ago (December 19), at the exit of Novara station, around 6 pm, one of our [Arcigay Rainbow Vercelli-Valsesia Territorial Committee’s] Nigerian members was attacked by a compatriot, Solomon. The young woman, whose nickname is Jen, knew her alleged attacker already and following his initial advances had immediately clarified that she was not interested in the company of men and that she was a lesbian.

On leaving the station Jen tried to avoid Solomon, who followed her and for the umpteenth time he insistently asked her out, not accepting a further refusal.

Solomon angrily addressed her with phrases such as “in our country these things are not allowed” but Jen responded clearly, saying “I am now in Italy, I am free to do what makes me feel good”. At that point Solomon continued to insult her, saying “you’re a shame!” before attacking her. He hit her face threatening “it doesn’t end here – in our country they kill lesbians and I’ll kill you”.

While Solomon beat her, a small group of Italians who observed the scene did not move a finger, not even to call the police.
(Translated)

Due giorni fa (19 dicembre), all’uscita della stazione di Novara, intorno alle ore 18, una nostra iscritta nigeriana è stata aggredita da un connazionale, tale Solomon. La ragazza, il cui soprannome è Jen, aveva conosciuto il suo aggressore in precedenza e fin da subito, in seguito ad alcune prime avances, aveva chiarito di non essere interessata alla compagnia di uomini e di essere lesbica.

All’uscita della stazione Jen ha cercato di evitare Solomon, che però l’ha seguita e per l’ennesima volta le ha insistentemente chiesto di uscire, non accettando un ulteriore rifiuto.

Solomon le ha indirizzato con rabbia frasi del tipo “nel nostro Paese queste cose non sono ammesse” ma Jen è stata nuovamente molto chiara rispondendo “ora sono in Italia, sono libera di fare ciò che mi fa stare bene”. A quel punto Solomon ha continuato ad insultarla, dicendole “sei una vergogna!”, per poi arrivare ad aggredirla colpendola al volto proseguendo con “non finisce qui, nel nostro Paese uccidono le lesbiche e ti ucciderò”.

Mentre Solomon la picchiava, un capannello di italiani che osservavano la scena non hanno mosso un dito, neanche per chiamare le forze dell’ordine.
(Original)

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