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Italy: brawl after ongoing anti lesbian harassment

L2L Italy

Another episode of homophobia, this time in Caltagirone, Sicily, where a lesbian was involved in a fight caused by a series of insults about her sexuality. Police and carabinieri intervened at the scene and spoke with the victim. At the point of reporting she had not  formally filed a complaint. According to witnesses, it seems that the brawl – without injuries – occurred between two groups of young people who were on the street in the new area of ​​the city two nights ago. The victim was shouted at that she was male, which she has previously experienced in public and which triggered her reaction.

Arcigay: “Proud of the woman’s reaction”
Armando Caravini, president of the Catania branch of Arcigay, immediately intervened in support of the young woman. In a statement he said “I am proud of the young woman because she not only decided to put her face to this, publicly denouncing the incident and becoming an example for many who are afraid today, but for having addressed a difficult situation.”
(Translated)

Ancora un episodio di omofobia: stavolta sarebbe avvenuto a Caltagirone, in Sicilia, dove una ragazza lesbica è rimasta coinvolta in una rissa originata da una serie di insulti sulle sue scelte sessuali. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri. La giovane è stata sentita dai militari dell’Arma, ma al momento non avrebbe ancora presentato nessuna denuncia. Secondo quanto hanno dichiarato alcuni presenti, sembra che la rissa – senza feriti – sia nata fra due gruppi di ragazzi che due sere fa si trovavano per strada nella zona nuova della città. La ragazza sarebbe stata chiamata a voce alta “al maschile”, un atteggiamento che più volte era stata costretta a subire per strada e che avrebbe innescato la sua reazione”

Arcigay: “Fieri della reazione della donna”
A supporto della giovane donna è subito intervenuta l’Arcigay catanese con il suo presidente Armando Caravini. “Sono fiero della ragazza – ha dichiarato in una nota – perché non solo ha deciso di metterci la faccia, denunciando pubblicamente l’accaduto e diventando esempio per tanti/e che oggi hanno paura, ma per aver affrontato una situazione difficile.”
(Original)

Continue reading at:  https://www.fanpage.it/attualita/omofobia-la-insultano-lei-si-ribella-rissa-in-strada-a-caltagirone/ (Source)

Further information also available at: https://livesicilia.it/2020/07/08/sono-lesbica-e-orgogliosa-e-scoppia-una-violenta-rissa/

Italy: Nigerian lesbian attacked and threatened

Jen Novara Lesbophobia
Two days ago (December 19), at the exit of Novara station, around 6 pm, one of our [Arcigay Rainbow Vercelli-Valsesia Territorial Committee’s] Nigerian members was attacked by a compatriot, Solomon. The young woman, whose nickname is Jen, knew her alleged attacker already and following his initial advances had immediately clarified that she was not interested in the company of men and that she was a lesbian.

On leaving the station Jen tried to avoid Solomon, who followed her and for the umpteenth time he insistently asked her out, not accepting a further refusal.

Solomon angrily addressed her with phrases such as “in our country these things are not allowed” but Jen responded clearly, saying “I am now in Italy, I am free to do what makes me feel good”. At that point Solomon continued to insult her, saying “you’re a shame!” before attacking her. He hit her face threatening “it doesn’t end here – in our country they kill lesbians and I’ll kill you”.

While Solomon beat her, a small group of Italians who observed the scene did not move a finger, not even to call the police.
(Translated)

Due giorni fa (19 dicembre), all’uscita della stazione di Novara, intorno alle ore 18, una nostra iscritta nigeriana è stata aggredita da un connazionale, tale Solomon. La ragazza, il cui soprannome è Jen, aveva conosciuto il suo aggressore in precedenza e fin da subito, in seguito ad alcune prime avances, aveva chiarito di non essere interessata alla compagnia di uomini e di essere lesbica.

All’uscita della stazione Jen ha cercato di evitare Solomon, che però l’ha seguita e per l’ennesima volta le ha insistentemente chiesto di uscire, non accettando un ulteriore rifiuto.

Solomon le ha indirizzato con rabbia frasi del tipo “nel nostro Paese queste cose non sono ammesse” ma Jen è stata nuovamente molto chiara rispondendo “ora sono in Italia, sono libera di fare ciò che mi fa stare bene”. A quel punto Solomon ha continuato ad insultarla, dicendole “sei una vergogna!”, per poi arrivare ad aggredirla colpendola al volto proseguendo con “non finisce qui, nel nostro Paese uccidono le lesbiche e ti ucciderò”.

Mentre Solomon la picchiava, un capannello di italiani che osservavano la scena non hanno mosso un dito, neanche per chiamare le forze dell’ordine.
(Original)

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Italian council vice-president: “kill them all lesbians, gays and paedophiles”

Giuseppe Cannata

“And these scum continue undeterred. kill them all [these] lesbians, gays and paedophiles”. The shock sentence is signed by the vice-president of the [Vercelli] municipal council, Giuseppe Cannata, elected from the ranks of Brothers of Italy. This is how, on Facebook, Cannata commented on a post by Senator Pillon.
The post was then deleted, in a hurry but too late. Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia, which published the screenshot, is already asking for his resignation both from the city council and from his role as vice president. But he also asks for his immediate expulsion from the medical association, adding that legal actions are under consideration in which the board itself could become a civil party.

“E questi schifosi continuano imperterriti. ammazzateli tutti ste lesbiche, gay e pedofili”. La frase choc è firmata dal vice presidente del Consiglio comunale Giuseppe Cannata, eletto tra le file di Fratelli d’Italia. E’ così che, su Facebook, Cannata commenta un post del senatore Pillon.
Il post è stato poi cancellato, in tutta fretta ma è troppo tardi. Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia, che ne pubblica lo screenshot, chiede già le dimissioni sia dal consiglio comunale che da suo ruolo di vice presidente. Ma ne chiede anche la sua immediata espulsione dall’ordine dei medici, aggiungendo che si stanno valutando azioni legali in cui lo stesso direttivo potrebbe costituirsi parte civile.
(Original)

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